Fisioterapia nei parkinsonismi

Fisioterapia neurologica · Parkinsonismi

Valutazione e percorso individuale

Nei parkinsonismi lentezza, rigidità, instabilità e difficoltà nelle attività quotidiane possono combinarsi in modi diversi. L’équipe parte dall’anamnesi e dall’osservazione funzionale, individua ciò che distingue il profilo della persona e costruisce un percorso fisioterapico verificabile nel tempo.

  • Profilo individualeLa stessa diagnosi può produrre bisogni funzionali differenti
  • Esiti osservabiliCammino, equilibrio, trasferimenti, resistenza e autonomia
  • Adattamento nel tempoStrategie, ausili e assistenza vengono rivalutati con la funzione
Strumenti per la valutazione fisioterapica del movimento nei parkinsonismi
La valutazione collega movimento, attività quotidiane, ambiente e livello di assistenza.

Risposta rapida

Che cosa significa fare fisioterapia in un parkinsonismo?

Significa tradurre il quadro neurologico in problemi e obiettivi funzionali concreti. La valutazione fisioterapica osserva come la persona cammina, mantiene l’equilibrio, cambia posizione, usa gli arti, affronta la fatica e partecipa alle attività quotidiane, quindi imposta e verifica il trattamento.

  • Profilo specifico: caratteristiche, priorità e progressione vengono adattate al singolo parkinsonismo.
  • Attività e contesto: il percorso integra esercizio, pratica funzionale, strategie, ambiente, ausili e modalità di assistenza.
  • Rivalutazione programmata: obiettivi e dose vengono aggiornati quando cambiano funzione, tolleranza o bisogno di aiuto.
  • Obiettivi condivisi: persona e caregiver conoscono l’attività scelta e i criteri con cui osserviamo il cambiamento.

Parole simili, quadri diversi

Parkinson e parkinsonismi non descrivono la stessa condizione

Parkinsonismo indica un insieme di segni motori nel quale la bradicinesia si associa a rigidità, tremore a riposo o entrambi. La malattia di Parkinson è una possibile causa; altre condizioni possono produrre un quadro parkinsoniano con caratteristiche cliniche, evoluzione e risposta ai trattamenti differenti.2

Questa distinzione modifica il ragionamento fisioterapico. Nel Parkinson idiopatico esistono linee guida specifiche su esercizio aerobico, forza, equilibrio, cammino, cueing e pratica orientata al compito. Nei parkinsonismi atipici le evidenze riabilitative sono più limitate e frammentate: gli stessi strumenti possono essere utili, ma non vanno trasferiti automaticamente né con la stessa dose, progressione o aspettativa di risposta.1, 8

Per questo la diagnosi orienta il percorso senza sostituire la valutazione. Due persone con lo stesso parkinsonismo possono differire per
rischio di caduta, controllo dello sguardo, pressione arteriosa, coordinazione, pianificazione del gesto, attenzione, resistenza e quantità di assistenza necessaria. Sono queste differenze, osservate nelle attività reali, a determinare la priorità fisioterapica.

Profili clinico-funzionali

Che cosa cambia nella valutazione dei diversi parkinsonismi

Quadri che condividono lentezza, rigidità e instabilità possono richiedere osservazioni e strategie differenti. La diagnosi orienta l’anamnesi; il percorso viene definito dal profilo funzionale osservato.

PSP

Paralisi sopranucleare progressiva

Instabilità posturale, cadute, rigidità assiale e alterazioni dei movimenti oculari possono incidere su alzarsi, girarsi, riconoscere un ostacolo e organizzare il cammino. Valutiamo soprattutto svolte, risposte posturali, lettura dell’ambiente, direzione delle cadute e uso affidabile di strategie o ausili.3, 7

Approfondisci la fisioterapia nella PSP.

MSA

Atrofia multisistemica

Parkinsonismo, segni cerebellari e disfunzione autonomica possono combinarsi in modo diverso. Osserviamo equilibrio e coordinazione insieme a passaggi posturali, capogiri riferiti, tolleranza allo sforzo e variazioni della prestazione durante l’attività; carico e pause vengono adattati alla risposta osservata.4

Approfondisci la fisioterapia nella MSA.

CBS / CBD

Sindrome corticobasale e degenerazione corticobasale

Asimmetria, rigidità, distonia, aprassia o ridotto controllo di un arto possono modificare profondamente un’attività. La valutazione distingue capacità fisica e organizzazione dell’azione, confrontando consegna verbale, dimostrazione, uso delle due mani, raggiungimento e sequenze funzionali.5

Approfondisci la fisioterapia nella CBS/CBD.

Forma vascolare

Parkinsonismo vascolare

Il profilo può comprendere difficoltà del cammino, instabilità posturale e maggiore coinvolgimento degli arti inferiori, con presentazioni diverse tra forma post-ictus, forma a esordio graduale e quadri misti. Confrontiamo avvio, passo, svolte, reazioni posturali, trasferimenti, resistenza e impatto degli esiti vascolari sulle attività.10

Approfondisci la fisioterapia nel parkinsonismo vascolare.

DLB con componente parkinsoniana

Demenza a corpi di Lewy

Quando è presente una componente parkinsoniana, fluttuazioni di attenzione e vigilanza, difficoltà visuospaziali e variabilità della risposta possono influire sulla prova. Valutiamo comprensione della consegna, quantità di stimoli, momento della giornata, mantenimento dell’attenzione e utilità del supporto del caregiver.6

Che cosa sappiamo

Che cosa mostrano le evidenze disponibili

Una scoping review del 2026 ha raccolto 60 studi su interventi non invasivi di fisioterapia, terapia occupazionale e logopedia in PSP, MSA, CBS e DLB. Negli studi inclusi gli interventi sono stati riportati come generalmente fattibili e sicuri, con segnali di beneficio a breve termine in mobilità, equilibrio, voce, deglutizione e qualità di vita. La maggior parte delle evidenze era però di classe III o IV, con pochi partecipanti, interventi eterogenei e dati limitati sulla durata dei risultati.1

Questa base scientifica porta a un metodo prudente ma attivo:

  • scegliere obiettivi osservabili nella vita quotidiana;
  • misurare la risposta della singola persona, non presumere quella media;
  • dosare esercizio e difficoltà in base a tolleranza, rischio e apprendimento;
  • rivalutare più spesso quando il quadro o il bisogno di assistenza cambiano;
  • integrare caregiver, ambiente e ausili quando incidono sulla funzione.

Anamnesi e analisi del movimento

Gli elementi specifici della valutazione nei parkinsonismi

L’anamnesi collega andamento delle difficoltà, cadute e quasi-cadute, capogiri riferiti, fatica, autonomia e assistenza alle attività più importanti per la persona. L’osservazione approfondisce poi le dimensioni che possono differenziare questi quadri dal Parkinson idiopatico.

Sguardo e spazio

Osserviamo esplorazione visiva, riconoscimento di ostacoli, orientamento nei passaggi stretti e influenza dei movimenti oculari su svolte, gradini e trasferimenti.

Tolleranza ortostatica

Nei passaggi seduto-in-piedi e durante l’attività rileviamo sintomi riferiti, recupero, bisogno di pause e variazioni della prestazione che possono accompagnare la disfunzione autonomica.

Coordinazione e pianificazione

Confrontiamo capacità fisica, atassia, asimmetria e aprassia attraverso sequenze funzionali, uso degli arti, dimostrazioni e modifiche del compito.

Attenzione e assistenza

Valutiamo comprensione e mantenimento della consegna, risposta ai distrattori e quantità di aiuto necessaria, includendo caregiver, ambiente e ausili quando incidono sulla funzione.

Le misure servono a decidere. Test e osservazioni ripetibili vengono selezionati per descrivere il punto di partenza, confrontare una strategia, quantificare il livello di aiuto e orientare la rivalutazione.

Presa in carico fisioterapica

Prova, misura, adatta

Il percorso parte da una priorità concreta, confronta esercizio, pratica del compito, strategia, ambiente o ausilio e misura la risposta. Quanto risulta utilizzabile viene allenato nelle condizioni quotidiane; obiettivi, dose e livello di assistenza vengono poi aggiornati nella rivalutazione.

Il trattamento può comprendere cammino e svolte, equilibrio e reazioni posturali, forza, mobilità, capacità aerobica, trasferimenti, mobilità nel letto e strategie attentive o sensoriali. I riferimenti sviluppati per il Parkinson idiopatico vengono applicati nei parkinsonismi soltanto dopo averne verificato l’utilità sul profilo individuale.1, 8, 9

Assistenza e autonomia

Caregiver e ausili fanno parte della valutazione del movimento

Il bisogno di assistenza può cambiare tra attività, ambienti e momenti della giornata. Osserviamo quanta parte del gesto compie la persona, dove interviene il caregiver e quale modalità rende l’aiuto più organizzato e sostenibile.

La prova di bastone, deambulatore o rollator considera controllo posturale, coordinazione, attenzione, uso dei freni, svolte, ambiente e livello di assistenza. Nella PSP disturbi dello sguardo, impulsività e cadute posteriori possono cambiare la sicurezza del dispositivo; nella MSA l’ipotensione ortostatica può modificare la tolleranza alla posizione eretta, quindi osserviamo sintomi e prestazione nei passaggi posturali.4, 7

Approfondisci come dosare l’aiuto durante il movimento e come valutiamo bastone, deambulatore e rollator.

Il contesto reale

Quando la valutazione a domicilio aggiunge informazioni decisive

Letto, sedute, bagno, passaggi stretti, scale, appoggi e modalità del caregiver possono modificare la prestazione. Quando il contesto incide sul problema, la casa permette di confrontare gesto, spazio, ausilio e assistenza nelle condizioni reali. Scopri come lavoriamo nella pagina dedicata alla fisioterapia a domicilio.

Servizio sul territorio

Dove svolgiamo valutazioni e percorsi

Il servizio è disponibile a Milano città, Busto Arsizio, Como e nei Comuni della provincia di Como, anche a domicilio. Le richieste vengono organizzate in base alla zona e alle caratteristiche dell’intervento.

Consulta la pagina dove lavoriamo e come organizziamo il primo incontro.

Per iniziare

Descrivi una difficoltà concreta

Nel modulo puoi indicare Comune, CAP o quartiere e l’attività che vuoi valutare; se la diagnosi è già nota, puoi aggiungerla insieme al livello di autonomia e all’eventuale ausilio.

Richiedi una valutazione fisioterapica

Domande frequenti

Fisioterapia e parkinsonismi: risposte pratiche

Parkinsonismo e malattia di Parkinson sono la stessa cosa?

No. Parkinsonismo descrive un insieme di segni motori; la malattia di Parkinson è una delle possibili cause. Esistono altri quadri neurologici che richiedono una diagnosi differenziale e un percorso riabilitativo adattato.

Come si integra la valutazione fisioterapica con la diagnosi neurologica?

La diagnosi differenziale inquadra il parkinsonismo. Il fisioterapista raccoglie i dati funzionali, valuta movimento e attività e definisce gli obiettivi fisioterapici da verificare durante la presa in carico.

Gli esercizi utilizzati nel Parkinson vanno bene anche nei parkinsonismi?

Alcuni principi possono essere utili, ma non vengono applicati automaticamente. Alterazioni dello sguardo, atassia, disfunzione autonomica, aprassia o fluttuazioni attentive possono richiedere compiti, dosi, strategie e livelli di supervisione differenti.

Su quali problemi può lavorare la fisioterapia?

Cammino, equilibrio, cadute, trasferimenti, mobilità nel letto, forza, mobilità, resistenza, gestione dell’ausilio e modalità di assistenza del caregiver. Le priorità vengono definite dalla valutazione individuale.

Come vengono considerati caregiver e ausili?

Osserviamo la quantità e il momento dell’aiuto, la partecipazione della persona e l’uso dell’ausilio nelle attività reali. Regolazione, controllo, frenata, svolte, spazi e affaticamento entrano nella prova funzionale.

Base clinica

Fonti essenziali

La pagina integra criteri diagnostici internazionali, raccomandazioni fisioterapiche e una sintesi aggiornata della riabilitazione nei parkinsonismi atipici. I criteri diagnostici sono citati per descrivere la diversità dei profili funzionali, non per trasformare la pagina in uno strumento di autodiagnosi.

  1. Kamo H et al. Rehabilitation strategies for atypical parkinsonian syndromes: a scoping review of PSP, MSA, CBS and DLB. Journal of Parkinson’s Disease, 2026. DOI: 10.1177/1877718X261440430.
  2. Postuma RB et al. MDS clinical diagnostic criteria for Parkinson’s disease. Movement Disorders, 2015;30(12):1591–1601.
  3. Höglinger GU et al. Clinical diagnosis of progressive supranuclear palsy: the Movement Disorder Society criteria. Movement Disorders, 2017;32(6):853–864.
  4. Wenning GK et al. The Movement Disorder Society criteria for the diagnosis of multiple system atrophy. Movement Disorders, 2022;37(6):1131–1148.
  5. Armstrong MJ et al. Criteria for the diagnosis of corticobasal degeneration. Neurology, 2013;80(5):496–503.
  6. McKeith IG et al. Diagnosis and management of dementia with Lewy bodies: fourth consensus report of the DLB Consortium. Neurology, 2017;89(1):88–100.
  7. Bluett B et al. Best practices in the clinical management of progressive supranuclear palsy and corticobasal syndrome: a consensus statement of the CurePSP Centers of Care. Frontiers in Neurology, 2021;12:694872.
  8. Osborne JA et al. Physical Therapist Management of Parkinson Disease: a clinical practice guideline from the American Physical Therapy Association. Physical Therapy, 2022;102(4):pzab302.
  9. NICE. Parkinson’s disease in adults: physiotherapy and physical activity. Linea guida NG71, pubblicata nel 2017 e riesaminata nel 2024.
  10. Romenets SR et al. An updated diagnostic approach to subtype definition of vascular parkinsonism: recommendations from an expert working group. Parkinsonism & Related Disorders, 2018;49:9–16.

Approfondisci dal bisogno funzionale

Richiedi una valutazione