Nel Parkinson è utile valutare un bastone, un deambulatore o un rollator quando il cammino richiede appoggi frequenti, compaiono cadute o quasi-cadute, serve abitualmente il sostegno di un’altra persona oppure l’insicurezza limita tragitti importanti. L’ausilio adatto non dipende soltanto dalla diagnosi: deve essere scelto dopo anamnesi e valutazione funzionale, quindi regolato e provato nelle situazioni reali in cui verrà usato.
Un ausilio può ampliare la base d’appoggio, ma introduce un nuovo compito: bisogna coordinarlo con i passi, guidarlo e, nel caso del rollator, gestire i freni. Il modello più stabile in apparenza non è necessariamente il più funzionale. Le prove comparative specifiche per il Parkinson sono ancora limitate e in gran parte raccolte in laboratorio: per questo la scelta non può essere ricavata da una classifica valida per tutti.8
Bastone, deambulatore e rollator: in breve
- Cadute, quasi-cadute, appoggi ai mobili e riduzione dei percorsi sono segnali utili per avviare una valutazione, non indicano automaticamente quale ausilio scegliere.
- Il bastone richiede coordinazione con una mano; il deambulatore standard impone una sequenza di sollevamento, avanzamento e appoggio; il rollator scorre in continuità ma richiede controllo di direzione e freni.
- Freezing, svolte, porte, partenze e avvicinamento alla sedia devono essere provati: il tratto diritto in corridoio non basta.
- Altezza, impugnature, freni, postura e distanza del corpo dall’ausilio modificano il risultato.
- Dopo la scelta servono addestramento e rivalutazione negli ambienti e nei momenti della giornata che contano davvero: l’ausilio non previene automaticamente tutte le cadute.
Quando è il momento di valutare un ausilio nel Parkinson?
La valutazione può iniziare prima che una persona smetta di uscire o dipenda da un familiare. Sono rilevanti mani che cercano pareti e mobili, un braccio offerto a ogni spostamento, quasi-cadute, pause dovute alla paura e rinuncia a tragitti abituali. Anche un ausilio abbandonato, spinto troppo avanti o usato soltanto con la fatica merita attenzione.
Il bisogno non è uguale in ogni luogo. Una persona può camminare senza appoggio in casa e richiederlo all’esterno; un’altra può gestire un percorso lineare e perdere stabilità nel bagno. L’obiettivo viene formulato come attività concreta: raggiungere il portone, muoversi di notte o arrivare alla poltrona senza cercare mobili.
La linea guida europea del 2014 indica che gli ausili possono sostenere esercizio, indipendenza e sicurezza; la revisione sistematica più specifica avverte però che un dispositivo non adeguatamente provato e regolato può peggiorare postura e caratteristiche del passo.2, 8 La decisione confronta quindi opzioni diverse rispetto a un obiettivo prioritario.
Bastone, deambulatore e rollator: quali differenze contano?
“Deambulatore” è un termine ampio. Può indicare un telaio senza ruote, un modello con due ruote anteriori oppure un dispositivo a quattro ruote. Il rollator ha in genere quattro ruote, impugnature con freni e, in molti modelli, una seduta. Queste caratteristiche cambiano il modo in cui l’ausilio viene avanzato, arrestato e guidato.
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| Ausilio | Che cosa può offrire | Che cosa deve saper gestire la persona | Situazioni da provare |
|---|---|---|---|
| Bastone | Un appoggio su un lato con ingombro ridotto. | Sequenza tra bastone e passi, presa, posizionamento e carico con un arto superiore. | Partenza, svolta e, soltanto dopo una prova di base stabile, compito simultaneo in ambiente protetto. |
| Deambulatore standard | Una base ampia quando il telaio è appoggiato. | Sollevare, avanzare, riappoggiare e poi entrare nella base senza portarlo troppo lontano. | Continuità del passo e comparsa di freezing durante arresti e ripartenze. |
| Deambulatore a due ruote | Avanzamento senza sollevare completamente il telaio. | Guidare le ruote anteriori e far scorrere in modo regolare i puntali posteriori. | Soglie, cambi di superficie e curve strette. |
| Rollator a quattro ruote | Scorrimento continuo, possibilità di frenare e, se presente, seduta per le pause. | Direzione, distanza del corpo, freni di servizio e di parcheggio, arresto e avvicinamento sicuro alle sedute. | Svolte, pendenze compatibili con il dispositivo, percorsi esterni e gestione dei freni sotto attenzione divisa. |
In uno studio comparativo su 27 persone con Parkinson, il modello a quattro ruote modificava meno alcuni parametri del cammino e produceva la variabilità più bassa tra i dispositivi provati; il risultato riguardava una sessione sperimentale e non stabilisce che il rollator sia la scelta migliore per tutti.5
In un altro studio su 10 persone che non usavano abitualmente un ausilio e non avevano ricevuto un addestramento strutturato, bastone e walker a ruote riducevano nell’immediato la velocità e, con il walker, anche la lunghezza del passo.6
In un’analisi del 2026 su 50 persone, la prima prova con un bastone a punta singola e istruzioni standardizzate ha ridotto la velocità di 0,25 m/s (IC 95% da −0,36 a −0,14); soddisfazione e bisogno percepito non coincidevano necessariamente con la prestazione. Il dato non dimostra che un uso addestrato nel tempo produca lo stesso effetto.10
La revisione sistematica disponibile conferma risultati eterogenei e una base di prove ancora ridotta.8 Il confronto deve quindi includere sostegno, qualità del passo e impegno motorio e attentivo richiesto dal dispositivo.
Le prove citate riguardano soprattutto adulti con Parkinson idiopatico, spesso nelle fasi iniziali-intermedie; non vanno trasferite automaticamente ai parkinsonismi atipici o alle fasi avanzate. In questi quadri la scelta dell’ausilio richiede una valutazione specifica della progressione, dell’equilibrio, della cognizione e dell’assistenza necessaria.1
Che cosa raccogliamo nell’anamnesi prima della prova?
L’anamnesi parte dalla storia del cammino, non dal catalogo degli ausili. Ricostruiamo cadute e quasi-cadute, direzione della perdita di equilibrio, attività in corso, appoggio cercato e modo in cui la persona ha recuperato. Distinguiamo passi piccoli, accelerazione, freezing, instabilità nelle svolte, cedimento durante la fatica e difficoltà nei trasferimenti dalla sedia.
Registriamo distanze utili, terreno, scale, porte, trasporti e spazio in casa. Contano forza e mobilità degli arti superiori, presa, dolore, vista, attenzione, gestione delle sequenze e variazioni nella giornata. Ricostruiamo anche capogiri o sensazione di svenimento, tempi della terapia, fasi ON e OFF e situazioni in cui il cammino cambia. Il caregiver descrive gli episodi osservati, mentre la persona definisce priorità e preferenze.
Le World Falls Guidelines, rivolte agli adulti anziani, raccomandano di verificare appropriatezza, uso corretto e condizioni meccaniche dell’ausilio all’interno di una valutazione più ampia di cammino, equilibrio, freezing, cognizione, ipotensione ortostatica, calzature e ambiente.3
Per le persone dai 50 anni in su a maggior rischio, le raccomandazioni NICE del 2025 richiedono inoltre una ricostruzione dettagliata delle cadute e interventi personalizzati sui fattori emersi, senza affidarsi a un singolo punteggio per predire chi cadrà.9 Nessuno di questi elementi, isolato, decide il modello.
Come si valutano bastone, deambulatore e rollator nella pratica?
Osserviamo il cammino abituale e definiamo che cosa modificare. Con ogni opzione confrontiamo partenza, arresto, passi, tronco, cambi di velocità, assistenza e percezione di controllo. Le raccomandazioni APTA sostengono valutazione integrata e interventi specifici su cammino, equilibrio, segnali esterni e compiti funzionali.1
Il percorso di prova comprende almeno:
- partire, fermarsi e ripartire senza portare l’ausilio troppo avanti;
- curve ampie, svolte strette e inversione di direzione;
- attraversamento di una porta e di uno spazio ridotto;
- avvicinamento a sedia, letto e tavolo, inclusa la gestione dei freni;
- superfici e soglie presenti nella casa o nel percorso esterno;
- un tratto lungo per osservare fatica e qualità del passo;
- soltanto dopo una prova di base stabile, un secondo compito realistico in ambiente protetto.
Se il cammino varia con la terapia o con la fatica, la prova viene ripetuta nei periodi che rappresentano davvero la giornata della persona. Un buon risultato ottenuto in una sola fase ON non descrive necessariamente l’uso dell’ausilio nei momenti più difficili.
Il corridoio non mostra come l’ausilio viene usato davanti al bagno o per sedersi. La valutazione fisioterapica a domicilio permette di misurare ingombri e provare le traiettorie reali. All’esterno si aggiungono marciapiede, pendenza, attraversamento e pause.
Deambulatore e laser possono risolvere il freezing?
No, non in modo automatico. Il freezing dipende dal contesto e può comparire proprio quando occorre fermare, sollevare o riposizionare un ausilio.
In un trial breve e supervisionato su 19 uomini con freezing in fase ON, sia il walker standard sia quello a ruote rallentavano il cammino; il modello standard aumentava il freezing, mentre quello a ruote non lo riduceva e l’aggiunta di una linea laser non produceva un vantaggio nel gruppo studiato. Lo studio non misurava le cadute nella vita quotidiana.4
La linea guida europea del 2014 sconsiglia il telaio standard quando sono presenti episodi di freezing e indica di valutare un dispositivo a ruote; un segnale visivo integrato ha senso soltanto quando la persona risponde davvero a quel cue.2 Durante la prova osserviamo quindi i trigger personali descritti nella guida su svolte, porte e spazi stretti, invece di giudicare l’ausilio sul solo cammino lineare.
Gli studi sui cue visivi o uditivi riportano risultati non uniformi e spesso misurano effetti immediati in contesti sperimentali; non dimostrano che un laser integrato prevenga le cadute nella vita quotidiana per ogni persona.8 Il criterio pratico è una risposta osservabile e ripetibile nei trigger rilevanti, senza aumentare esitazione o carico attentivo.
Regolazione e addestramento fanno parte della scelta
L’altezza viene regolata osservando presa, margine di flessione dei gomiti, posizione del tronco e capacità di restare dentro la base di appoggio. Un’impugnatura troppo alta può sollevare le spalle; una troppo bassa può portare il corpo in avanti.
Nel rollator il sistema di frenata previsto dal modello deve poter essere attivato e rilasciato in modo affidabile; nei modelli con due leve, entrambe devono essere raggiungibili e azionabili con una forza compatibile con la presa. Si verifica l’effetto reale dei freni di servizio e di parcheggio, non soltanto il movimento delle leve.11
L’addestramento non si limita a “spingerlo”. Comprende sequenza dei passi, distanza del corpo, svolta, arresto, frenata, parcheggio e trasferimento verso una seduta.
Se il modello include un sedile, si prova l’intera sequenza: arresto su superficie piana e stabile, verifica e inserimento dei freni di parcheggio, rotazione, seduta e successivo rialzarsi mantenendo i freni inseriti finché la persona è nuovamente stabile. Un rollator non deve essere usato come carrozzina per trasportare una persona, salvo che il dispositivo sia espressamente progettato e certificato anche per tale funzione.11
La prova viene interrotta e quel modello non viene scelto se, nonostante regolazione e addestramento, il dispositivo scappa in avanti, il corpo resta fuori dalla base, direzione o frenata non sono controllabili, il freezing peggiora oppure serve comunque un sostegno manuale continuo. Una difficoltà cognitiva non esclude automaticamente ogni ausilio, ma richiede prova protetta, supervisione e, se necessario, una diversa soluzione di mobilità.2
Le rampe di scale e le scale mobili non si percorrono appoggiandosi al rollator: per la persona serve una soluzione separatamente valutata e il dispositivo viene eventualmente trasportato da un’altra persona senza usarlo come appoggio.
Un singolo cordolo o una soglia si affrontano soltanto se il manuale del modello lo consente, con una procedura provata in sicurezza e senza caricare il telaio mentre viene sollevato o riposizionato. Su rampe e pendenze si verificano controllo della direzione, velocità e frenata entro i limiti indicati dal produttore. Freni, ruote, puntali, impugnature e sistemi di chiusura vengono ricontrollati periodicamente e secondo le istruzioni del dispositivo.11
Nel primo periodo verifichiamo quanto l’ausilio viene usato, dove viene abbandonato e quali ostacoli emergono.
In uno studio prospettico osservazionale su 30 persone con Parkinson, i 14 utilizzatori — che impiegavano il rollator soltanto all’esterno — hanno registrato meno cadute all’aperto e meno contusioni o abrasioni rispetto ai 16 non utilizzatori. Il confronto sulle cadute in casa non misura l’effetto del rollator al chiuso, perché lì non veniva usato.
Il campione era piccolo, non randomizzato, escludeva persone con MMSE ≤24 e i gruppi differivano per attenzione, funzioni esecutive e paura di cadere: il dato è un’associazione, non prova causalità né sicurezza in presenza di deficit cognitivi.7
Quali sono gli errori più comuni nella scelta e nell’uso?
- Scegliere in base alla diagnosi o all’età: due persone con Parkinson possono avere trigger, forza, attenzione e ambienti molto diversi.
- Provare soltanto un modello: senza confronto non si vede quale dispositivo modifica meglio la qualità del passo.
- Regolare l’altezza con un’unica misura: postura, presa, gomiti e posizione del corpo vanno osservati in movimento.
- Ignorare porte e svolte: sono spesso i punti in cui emergono freezing, ingombro e difficoltà di guida.
- Usare il rollator come appoggio mobile durante la seduta: frenata, orientamento e distanza dalla sedia devono essere insegnati come una sequenza.
- Sedersi senza bloccare i freni di parcheggio: il sedile si usa soltanto a dispositivo fermo e stabilizzato, seguendo le istruzioni del modello.
- Usare il rollator su scale o scale mobili: non è un ausilio per percorrerle. Cordoli e soglie richiedono il manuale del modello e una prova protetta.
- Aggiungere subito conversazione o borse: prima si stabilizza il compito motorio, poi si misura l’effetto del doppio compito.
Quando deve essere rivalutato l’ausilio?
L’ausilio va ricontrollato quando aumentano cadute o quasi-cadute, compaiono nuovi freezing, il corpo resta più lontano dal telaio, i freni diventano difficili da usare oppure un familiare deve aggiungere sostegno. Sono rilevanti anche cambio di casa, nuovi tragitti, dolore alle mani o alle spalle, riduzione della resistenza e differenze più marcate tra momenti della giornata.
La rivalutazione può modificare regolazione e addestramento, distinguere un ausilio da interno e uno da esterno oppure mostrare che la priorità non è il dispositivo. Un cambiamento improvviso del cammino non va attribuito automaticamente all’ausilio e richiede un inquadramento tempestivo della nuova situazione.
Valutazione degli ausili per il Parkinson a Milano e provincia
La nostra équipe di fisioterapisti valuta il cammino nelle persone con Parkinson e parkinsonismi a Milano e provincia. Il percorso comprende anamnesi, cadute e quasi-cadute, partenza, svolte, freezing, trasferimenti e confronto tra ausili.
A domicilio proviamo stanze, porte, percorso verso l’ascensore e punti di parcheggio. Definiamo regolazione, sequenze, ruolo del caregiver e criteri di rivalutazione.
Nel primo contatto indica Comune o CAP, ausilio attualmente usato, situazioni più difficili e presenza di cadute o quasi-cadute.
Domande frequenti su bastone, deambulatore e rollator nel Parkinson
È meglio il bastone o il rollator per il Parkinson?
Dipende dal sostegno e dalla coordinazione. Il bastone occupa una mano e richiede una sequenza precisa; il rollator offre una base più ampia ma richiede guida e freni. La scelta emerge dal confronto sugli stessi compiti.
Un deambulatore previene tutte le cadute?
No. Può offrire un sostegno utile, ma non elimina freezing, difficoltà nelle svolte, instabilità posturale o problemi nei trasferimenti. Le prove dirette sulla prevenzione delle cadute sono limitate: l’ausilio deve essere inserito in una valutazione multifattoriale e usato con una sequenza appresa.8, 9
Il rollator è adatto anche dentro casa?
Può esserlo se porte, corridoi e punti di parcheggio consentono di guidarlo e avvicinarsi alle sedute. Misure e raggio di svolta vanno verificati: un modello funzionale all’aperto può essere ingombrante in casa.
La linea laser aiuta sempre in caso di freezing?
No. La risposta ai cue visivi è individuale e gli studi sui laser integrati negli ausili hanno prodotto risultati non uniformi. Il segnale va provato nei trigger personali e mantenuto soltanto se migliora una risposta osservabile senza aggiungere confusione.
Come si regola l’altezza del deambulatore?
Si osservano impugnatura, gomiti, spalle, tronco e passi rispetto al telaio. L’altezza viene verificata durante partenza, arresto, svolta e trasferimento: la misura statica non descrive l’uso reale.
Si possono usare ausili diversi in casa e all’esterno?
Sì, quando ambienti e obiettivi richiedono caratteristiche diverse. La soluzione deve però includere passaggi, punti di deposito e modalità con cui la persona raggiunge l’altro ausilio, evitando tratti non organizzati tra un supporto e l’altro.
Perché valutare l’ausilio a domicilio?
Perché la casa mostra larghezza delle porte, soglie, sedute, curve, superfici e abitudini che una palestra non riproduce. Permette inoltre di addestrare il caregiver e verificare se l’ausilio è disponibile esattamente nel punto in cui serve.
Fonti
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- Health New Zealand. Walking frames. Updated 22 July 2026.
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