Equilibrio

Quasi-cadute nel Parkinson: cosa osservare e registrare

Una quasi-caduta nel Parkinson è un episodio in cui l’equilibrio viene perso ma recuperato con un passo, un appoggio, l’aiuto di un’altra persona o un rapido cambio di strategia. Non è un evento “senza conseguenze”: descrivere dove, quando e come è avvenuto permette di riconoscere compiti al limite e di orientare una valutazione fisioterapica prima che le attività vengano ridotte.

Che cos’è una quasi-caduta nel Parkinson

Una quasi-caduta avviene quando la stabilità è compromessa ma la persona non raggiunge il pavimento o una superficie più bassa. Può recuperare con uno o più passi, afferrare un mobile, appoggiarsi all’ausilio o essere sostenuta. Anche “lasciarsi cadere” su una sedia prima del previsto può appartenere allo stesso racconto, se rappresenta un recupero non pianificato.

La definizione è utile perché separa l’evento dalla semplice sensazione di insicurezza. Dire “ho quasi perso l’equilibrio girandomi verso sinistra e mi sono afferrato al tavolo” offre più informazioni di “cammino male”. La guida su equilibrio e cadute nel Parkinson approfondisce il quadro multifattoriale; questo articolo si concentra sulla ricostruzione delle quasi-cadute come dato clinico.

In uno studio prospettico con follow-up a tre anni e mezzo, storia di cadute e quasi-cadute, cammino in tandem, cognizione, freezing e altri dati sono stati analizzati rispetto al numero di episodi successivi. I predittori cambiavano tra breve e lungo periodo, confermando che nessun singolo elemento descrive da solo l’evoluzione.1

Come descrivere una quasi-caduta in modo utile

Per ogni episodio raccogliamo una sequenza breve e concreta:

  1. Dove: stanza, marciapiede, scala, porta, ascensore o superficie irregolare.
  2. Che cosa stava facendo la persona: partiva, si fermava, girava, arretrava, si alzava o portava un oggetto.
  3. In quale direzione si è sbilanciata: avanti, indietro, lateralmente o durante una rotazione.
  4. Che cosa è accaduto ai passi: blocco, passi piccoli, incrocio, piede che urta o appoggio mancato.
  5. Come ha recuperato: numero e direzione dei passi, presa, ausilio o aiuto ricevuto.
  6. Che cosa era diverso: fretta, stanchezza, conversazione, buio, capogiro, dolore, calzature o ambiente affollato.

Un diario di due settimane può usare sei campi: data e ora, luogo, attività, direzione, recupero, conseguenza. Non serve registrare ogni oscillazione. Sono particolarmente informativi gli episodi che obbligano ad afferrare qualcosa, richiedono l’intervento di un’altra persona o modificano le attività dei giorni successivi.

Le raccomandazioni NICE del 2025 sulle cadute chiedono di ricostruire i dettagli degli episodi e di considerare una valutazione complessiva dei fattori individuali; sconsigliano di affidarsi a un singolo strumento per “predire” chi cadrà.2 Il loro ambito comprende persone di almeno 65 anni e persone tra 50 e 64 anni con fattori di rischio.

Situazioni ricorrenti: che cosa può mostrare il pattern

Partenza e freezing

Il tronco può avanzare mentre i piedi restano fermi oppure producono passi molto piccoli. La quasi-caduta viene recuperata con un appoggio o un passo rapido. In questo caso osserviamo preparazione del primo passo, trasferimento del peso e trigger del freezing.

Svolta e cambio di direzione

Se i piedi ruotano poco mentre tronco e bacino cambiano direzione, la base d’appoggio può diventare insufficiente. Sono importanti lato della svolta, spazio disponibile, numero di passi e presenza di un secondo compito. L’articolo su svolte, porte e spazi stretti descrive il compito in dettaglio.

Alzarsi e sedersi

Durante l’alzata il peso può restare indietro; durante la discesa la persona può cercare la sedia troppo presto e accelerare all’indietro. Il recupero al bracciolo non è soltanto “debolezza”: posizione dei piedi, avanzamento del tronco, altezza della seduta e sequenza vanno osservati insieme.

Cammino con un altro compito

Parlare, trasportare un vassoio, cercare le chiavi o orientarsi può modificare ampiezza e regolarità dei passi. Le cadute in comunità sono state associate più spesso a terreni impegnativi, ambienti affollati, elevate richieste attentive e compiti che imponevano velocità in uno studio prospettico su 196 persone con Parkinson.3

Passaggio rapido alla posizione in piedi

Se la quasi-caduta è accompagnata da capogiro, vista offuscata o sensazione di cedimento, il sintomo viene registrato separatamente dalla qualità del passo. Uno studio su persone con Parkinson sottoposte a test autonomici ha trovato un’associazione tra ipotensione ortostatica transitoria, cadute e sincope, mostrando il valore di includere i sintomi posturali nella ricostruzione.4

Cosa osserviamo nella valutazione fisioterapica

L’anamnesi collega ogni episodio alla storia motoria, alle attività ridotte, agli ausili, al livello di assistenza e alle variazioni della giornata. Chiediamo anche che cosa è successo dopo: la persona ha smesso di uscire, usa più spesso i mobili, anticipa la seduta o richiede un braccio in percorsi prima autonomi?

La valutazione può comprendere:

  • alzata, seduta, avvio, arresto e cambi di direzione;
  • ampiezza, ritmo, variabilità e capacità di adattare i passi;
  • equilibrio anticipatorio e risposte di recupero in condizioni protette;
  • forza e potenza degli arti inferiori;
  • freezing, festinazione e doppio compito;
  • sintomi durante i cambi di posizione;
  • uso e regolazione dell’ausilio;
  • appoggi, illuminazione, spazi e superfici dei luoghi abituali.

Le prove vengono scelte sul racconto. Se le quasi-cadute avvengono esclusivamente entrando in bagno, un test generico in corridoio può non mostrare il problema. La valutazione fisioterapica a domicilio permette di collegare il movimento a porta, appoggi, sanitari, pavimento e percorso reale.

Dalle quasi-cadute a un programma mirato

Il programma dipende dal meccanismo osservato. Può includere allenamento di partenza e svolta, strategie per freezing, forza e potenza, equilibrio dinamico, risposta del passo, organizzazione dei trasferimenti, pratica progressiva del doppio compito e modifica degli elementi ambientali che interferiscono con il gesto.

Le linee guida APTA raccomandano allenamento dell’equilibrio, gait training, cueing e pratica specifica del compito nelle persone con Parkinson.5 Nel trial PDSAFE, un intervento domiciliare personalizzato ha migliorato alcuni esiti funzionali e ridotto le quasi-cadute, pur senza ridurre le cadute ripetute nell’intero campione; la risposta variava inoltre con la gravità del quadro.6 Questi dati sostengono una progressione individuale e controlli periodici, non una sequenza identica per tutti.

Valutazione di equilibrio e quasi-cadute a Milano e provincia

La nostra équipe di fisioterapisti valuta persone con Parkinson e parkinsonismi a Milano e provincia. Ricostruiamo gli episodi, osserviamo i compiti associati e definiamo priorità misurabili per movimento, ambiente e assistenza.

Nel primo contatto puoi indicare Comune o CAP, attività più spesso coinvolta, direzione dello sbilanciamento e modo in cui la persona riesce a recuperare.

Richiedi una valutazione dell’equilibrio oppure consulta la pagina sulla fisioterapia per il Parkinson a Milano.

Domande frequenti sulle quasi-cadute

Una quasi-caduta conta anche se mi sono appoggiato al muro?

Sì, se l’appoggio ha evitato una caduta. Va registrato quale movimento l’ha preceduta e come è stato raggiunto il muro.

Quante quasi-cadute devono esserci prima di una valutazione?

Non esiste un numero unico. Un episodio ricorrente, un bisogno nuovo di appoggio o una modifica delle attività sono già informazioni sufficienti per analizzare il compito.

Quasi-caduta e paura di cadere sono la stessa cosa?

No. La quasi-caduta è un evento; la paura è un’esperienza che può comparire anche senza episodi recenti e può influenzare velocità, postura e attività.

È utile contare i passi fatti per recuperare?

Sì. Numero, direzione e ampiezza dei passi aiutano a capire la risposta adottata, soprattutto se lo stesso schema si ripete.

Un video può aiutare?

Può chiarire una situazione abituale se viene registrata senza provocare la perdita di equilibrio. Non si ricrea una quasi-caduta per filmarla.

La valutazione deve avvenire a casa?

Non sempre. Diventa particolarmente informativa quando gli episodi dipendono da uno spazio, un mobile, una porta o un trasferimento specifico dell’abitazione.

Fonti

  1. Lindholm B, Brogårdh C, Odin P, Hagell P. Longitudinal prediction of falls and near falls frequencies in Parkinson’s disease: a prospective cohort study. Journal of Neurology. 2021;268(3):997–1005. doi:10.1007/s00415-020-10234-6.
  2. National Institute for Health and Care Excellence. Falls: assessment and prevention in older people and in people 50 and over at higher risk. NICE guideline NG249. 2025.
  3. Lamont RM, Morris ME, Menz HB, McGinley JL, Brauer SG. Falls in people with Parkinson’s disease: a prospective comparison of community and home-based falls. Gait & Posture. 2017;55:62–67. doi:10.1016/j.gaitpost.2017.04.005.
  4. Fanciulli A, Campese N, Goebel G, et al. Association of transient orthostatic hypotension with falls and syncope in patients with Parkinson disease. Neurology. 2020;95(21):e2854–e2865. doi:10.1212/WNL.0000000000010749.
  5. Osborne JA, Botkin R, Colon-Semenza C, et al. Physical Therapist Management of Parkinson Disease: A Clinical Practice Guideline From the American Physical Therapy Association. Physical Therapy. 2022;102(4):pzab302.
  6. Chivers Seymour K, Pickering R, Rochester L, et al. Multicentre, randomised controlled trial of PDSAFE, a physiotherapist-delivered fall prevention programme for people with Parkinson’s. Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry. 2019;90(7):774–782. doi:10.1136/jnnp-2018-319448.
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